Se devi comprare una casa nuova o intendi ristrutturarne una, sappi che casa nuova e fonti rinnovabili da qualche anno sono due termini che viaggiano in parallelo: la casa nuova, per legge, deve produrre con le fonti rinnovabili una certa quota di energia necessaria al proprio sostentamento, sia che si tratti di energia termica (riscaldamento), sia che si tratti di energia elettrica, o entrambe.

Ridurre l’utilizzo delle fonti non rinnovabili per tagliare le emissioni inquinanti è un obiettivo che l’Unione Europea si è posta da tempo. Anche il nostro paese è soggetto alle direttive europee sul clima e per questo motivo nel 2011 è stato emesso un decreto legge che prevede nuove norme sul taglio delle emissioni. Si tratta del D.lgs. 28/2011 che regola, tra le altre, le prassi edilizie in materia di approvvigionamento energetico per le nuove costruzioni.

Casa nuova e fonti rinnovabili, dunque, secondo il decreto, devono andare di pari passo: dal 1° gennaio 2018 per tutti gli edifici privati di nuova costruzione e quelli interessati da rilevanti ristrutturazioni deve essere garantita obbligatoriamente una quota, pari al 50%, di energia prodotta da fonti rinnovabili, che si tratti di pannelli solari termici, fotovoltaici o altro.

Innanzitutto, comprendiamo che cosa si intende per immobili di nuova costruzione o soggetti a rilevante ristrutturazione. Gli edifici di nuova costruzione sono quelli per i quali la richiesta del previsto titolo edilizio è stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (29/03/2011); il decreto del 2011 ha previsto una sua applicazione progressiva con percentuali crescenti: a seconda dell’anno in cui si richiede al Comune il Permesso di Costruire, la percentuale di energia che deve derivare dalle fonti rinnovabili è via via crescente, secondo uno schema individuato dallo stesso decreto.

Per quanto riguarda, invece, i progetti di ristrutturazione rilevante, essi sono quelli che riguardano edifici già esistenti, con una superficie utile superiore a 1.000 mq. Gli interventi di ristrutturazione devono consistere nella ristrutturazione integrale dell’involucro oppure nella demolizione e ricostruzione dell’edificio.

In tali edifici, la produzione di energia termica da fonti rinnovabili deve avvenire rispettando le seguenti percentuali:

  • 20%, se il Permesso di Costruire è stato chiesto entro il 31 dicembre 2013
  • 35%, se il titolo edilizio è stato richiesto entro il 31 dicembre 2017
  • 50%, se il titolo edilizio è stato richiesto a partire dal 1° gennaio 2018

Anche per la produzione di energia elettrica c’è l’obbligo di calcolare la potenza degli impianti secondo una determinata formula. La potenza minima (P) che deve essere installata col fotovoltaico è :

P = S / K

  • dove S è la superficie in pianta dell’edificio.
  • K è una costante che cambia di anno in anno. Dal 1 gennaio 2017 questo valore è 50.

A titolo esemplificativo possiamo dire che una casa nuova di circa 100 mq deve prevedere l’installazione di un impianto fotovoltaico di almeno 2 kWp di potenza nominale.

L’obiettivo è quello di limitare sempre di più l’utilizzo del metano e del GPL che rappresentano la stragrande maggioranza delle fonti energetiche utilizzate nella nostra penisola. Ci si è resi conto che le emissioni dovute all’ utilizzo delle fonti fossili hanno provocato incredibili danni a livello ambientale e climatico, a cominciare dall’ effetto serra e dall’ aumento della temperatura, per finire all’ innalzamento delle maree e allo scioglimento dei ghiacci polari.

Si è così compreso che è quanto mai urgente e non rimandabile risolvere il problema all’ origine, e quindi individuare nuove fonti di energia pulita, che consentissero di limitare l’uso delle fonti inquinanti dando sempre più rilievo all’ impiego di sistemi che sfruttano energie alternative come il sole, il vento, l’acqua, fonti rinnovabili e quindi inesauribili.

Non sono da sottovalutare, inoltre, gli incentivi che lo Stato garantisce: misure come il Conto Termico, le detrazioni fiscali e gli altri provvedimenti tesi all’ efficienza energetica degli edifici si sono risolti in un grande risparmio per i privati cittadini.

Imporre l’utilizzo di fonti rinnovabili è una scelta che garantisce un futuro sostenibile alle nuove generazioni. Una scelta che si prende cura e rispetto dell’ambiente in cui viviamo e che, per di più, ci permette di risparmiare notevoli somme sui consumi domestici di luce e gas.

Cosa succede se non si rispettano gli obblighi imposti dalla normativa? La conseguenza è importante, perché comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio. Se, invece, vi è impossibilità tecnica di rispettare tali obblighi, come nel caso di edifici tutelati dal Codice dei beni culturali o dagli strumenti urbanistici, il progettista deve darne notizia dettagliata nella relazione tecnica di progetto esaminando la non fattibilità di tutte le diverse opzioni tecnologiche disponibili.