Ti sei mai chiesto quanto sia importante la qualità dell'aria che respiri? L'aria che respiriamo ogni giorno semplicemente stando nelle nostre case o nei luoghi di lavoro non può certo definirsi “aria pura”. Riflettici un attimo. Hai trascorso l'intera giornata nel tuo ufficio, stando al chiuso, e dopo qualche ora hai cominciato ad avvertire mal di testa, gola secca, mancanza di concentrazione o irritazioni agli occhi. Tutti questi fattori hanno un unico denominatore comune che gli esperti hanno definito “Sindrome da edificio malato”, che definisce appunto la particolare situazione che accomuna chi permane per un tempo prolungato in uno stesso ambiente chiuso.

Appare evidente che la sua causa principale sia proprio la qualità dell'aria interna, che è legata alla presenza di umidità e quindi alla formazione di muffe sulle pareti, allergeni e acari, o alla presenza di gas di cui spesso si sente parlare ma di cui poco si conosce la provenienza, ovvero il radon. Quest'ultimo, incolore e inodore, viene sprigionato dal sottosuolo e attraverso le fondazioni raggiunge le abitazioni. Un'esposizione al gas radon prolungata oltre certe soglie è davvero pericolosa! Come si può ovviare a tutto questo? Solo ed esclusivamente garantendo un'adeguata ventilazione degli ambienti.

Le nuove tecnologie costruttive che adoperano infissi a tenuta, microrivestimenti o pitture termoisolanti, sebbene garantiscano un maggiore isolamento dell'involucro, e un elevato livello di efficienza energetica, producono edifici “ermetici” che non favoriscono il giusto ricambio d'aria e che quindi debbono opportunamente essere affiancati da sistemi che permettano la ventilazione e che preservino una maggiore salubrità dell'aria.

Esistono sistemi ad hoc, detti “recuperatori di calore”, in cui fluiscono due flussi distinti di aria, che non si mescolano mai tra di loro: uno è costituito dall'aria viziata interna contenuta nella stanza, e l'altro costituito dall'aria prelevata dall'ambiente esterno. Il funzionamento è semplice: l'aria viziata prelevata dall'ambiente interno, cede calore e/o umidità all'aria esterna ricca di ossigeno, filtrata e ripulita delle sostanze inquinanti, che viene convogliata all'interno.



La ventilazione meccanica controllata (VMC) può essere centralizzata, con sistema di distribuzione tramite canali, e risulta più semplice da realizzare quando si ha a che fare con ristrutturazioni o edifici ex novo. In tutti gli altri casi si può scegliere di utilizzare i recuperatori di calore di tipo puntuale, ideali per intervenire sull'esistente o per gestire il microclima stanza per stanza. Questi ultimi, necessitano di un intervento poco invasivo in quanto richiedono solo una presa della corrente e un foro nel muro, senza necessariamente realizzare alcun controsoffitto.



Che tu ci creda o meno, predisporre un impianto di ventilazione meccanica controllata permette di ottenere un rilevante risparmio, in quanto, non aprendo le finestre, si genera aerazione senza alcuna perdita del calore interno, risparmiando notevolmente sui costi di riscaldamento e anche di climatizzazione estiva.

Inoltre, potrai godere di un ambiente salubre, libero da formazioni di muffe,dall'umidità e da gas nocivi .

Quindi, se ci tieni alla qualità dell'aria che respiri e se ci tieni alla salute tua e dei tuoi cari, scegliendo un impianto di ventilazione meccanica controllata potresti risolvere un bel po' di problemi. Pensaci!